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IL CLIMA SI RISCALDA: idee audaci per salvare le foreste

L’incontro del 28 febbraio a Perugia presso il T-Trane Record Store, grazie ai preziosi interventi di Danilo Mollicone e di Roberto Papi, è stato particolarmente utile per porre l’accento su alcune possibili iniziative al fine di salvaguardare e accrescere il patrimonio boschivo, oggi minacciato in tutto il pianeta dal riscaldamento globale, che sta pesantemente compromettendo l’integrità di boschi e foreste.

Si tratta di una delle diverse iniziative che il Fondo Forestale Italiano (FFI) sta organizzando, per contribuire alla raccolta fondi dedicata al progetto di acquisizione del Bosco delle Sette Valli lungo le sponde del torrente Fersinone nel Comune di Marsciano (Perugia, Umbria).

Il dott. Papi ha ampiamente illustrato le diverse attività di studio e ricerca sul campo, organizzate da anni per comprendere le modalità, le dinamiche e i tempi che determinano l’evoluzione del patrimonio forestale nei territori salvaguardati dal Parco Marturanum nella Regione Lazio; evidenziando in particolare gli stretti legami ecologici che esistono tra flora e fauna in un bosco, fonte di vita per una incredibile quantità di organismi.

Inoltre, per la sua esperienza, anche se naturalmente è fondamentale che si salvaguardino ampi territori ricoperti da boschi naturali non soggetti al taglio periodico, risulta altrettanto importante applicare tutti gli studi che vengono condotti sui boschi per stabilire precise regole e modalità, per effettuare un taglio periodico di determinate aree boschive.

In conclusione al suo intervento Roberto Papi ha sottolineato poi come nella sua decennale esperienza di forestale, le comunità umane che ruotano intorno al patrimonio boschivo, abbiano profondamente cambiato nel tempo il loro approccio al bosco. Infatti siamo passati, da un vecchio punto di vista legato al mero utilizzo, ad un nuovo approccio connesso al rispetto e alla valorizzazione di un patrimonio che appartiene alla comunità.

Particolarmente interessante per le idee originali presentate e per l’entusiasmo del relatore, è stato l’intervento del dott. Danilo Mollicone, ecologo forestale della FAO, impegnato nella protezione delle foreste in giro per il Mondo.

Dopo aver illustrato attraverso alcuni video le iniziative e le attività portate avanti con la FAO, al fine di accelerare il rimboschimento di alcune aree dell’Africa occidentale (es. Mali), Danilo ha poi ampiamente illustrato, attraverso alcuni video, due progetti particolarmente interessanti e significativi per favorire sia il reintegro sia l’espansione del patrimonio forestale del nostro pianeta.

Uno dei progetti, molto intrigante e “affascinante”, fa perno sull’attività ecologica della ghiandaia [Garrulus glandarius (Linnaeus, 1758)], un uccello passeriforme della famiglia dei corvidi. L’idea è quella di sfruttare, attraverso un gadget appositamente progettato, la grande capacità di questo uccello di disperdere e stipare, nel territorio in cui vive, una grande quantità di ghiande (migliaia!) anche molto velocemente. Infatti, sembra che questi uccelli abbiano favorito con la loro attività la rapida espansione di alcune specie di querce verso nord, dopo la fine dell’ultima era glaciale.

La seconda iniziativa, presentata anche questa attraverso dei video ben fatti, ha visto il coinvolgimento nel tempo di centinaia di volontari (famiglie, anziani, donne, uomini e bambini, attivisti radicali di Extinction Rebellion e scout del mondo cattolico, ricercatori universitari e militanti ecologisti), al fine di recuperare il Bosco del Monte Cairo (Frosinone, Lazio), distrutto in particolare da due incendi dolosi.

Particolarità del progetto, sia la grande mobilitazione di volontari della più diversa e disparata provenienza per più tempo, sia la tecnica utilizzata. I volontari hanno utilizzano una tecnica innovativa e sperimentale rispetto a quella tradizionale, che prevede la piantumazione di piantine cresciute nei vivai (diventata troppo onerosa dal punto di vista della manodopera), ed hanno piantumato i semi direttamente sul terreno.

Mollicone ha concluso sottolineando che: – Se l’esperimento su larga scala avrà successo questa pratica potrebbe diventare di uso comune in Italia e nel bacino del Mediterraneo. Se le piantine supereranno il primo anno, a partire dalla primavera 2024 il Monte sarà sensibilmente più verde. Tali iniziative sono sicuramente basilari anche per far conoscere a più gente possibile il territorio in cui vivono.

La particolare location, un locale-negozio di vinili e libri usati in città, è stata scelta perché frequentata da un pubblico giovane, oggi sensibile alle problematiche ambientali anche più degli adulti, ma spesso poco informato sulle possibili iniziative per salvaguardare il patrimonio forestale.

Probabilmente, non c’è nulla che abbia una maggiore importanza di salvaguardare il patrimonio forestale per il futuro dell’umanità!

Grazie al dott. Claudio Gentili per il testo.

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