
21 e 22 Marzo, due date da ricordare.
Tra pochi giorni si celebrano due giornate molto importanti. Il 21 di Marzo è la giornata internazionale delle foreste, e il 22 è la giornata mondiale dell’acqua. Sarebbe importante che queste due date fossero debitamente ricordate e celebrate. Foreste ed acqua sono intimamente connesse.
Ampi studi hanno dimostrato che, se è vero che le foreste crescono più rigogliose laddove c’è maggiore abbondanza di acqua, e anche vero che le stesse foreste sono in grado di intercettare l’umidità atmosferica e di innescare le piogge. Le foreste costituiscono quindi un grande sistema planetario in grado di regolare il ciclo dell’acqua, determinando un meccanismo di riequilibrio climatico, indipendentemente dal fatto che, oltretutto, sequestrano anche l’anidride carbonica dall’atmosfera.
Le foreste sono in grado inoltre di modificare in modo favorevole e virtuoso anche i cicli dell’acqua su scala locale. Una copertura boschiva ben strutturata e continua sarà quindi sempre più indispensabile anche a quelle regioni europee che si stanno tropicalizzando, come anche ormai le regioni settentrionali del nostro paese.

La presenza di foreste mature sulle montagne e nelle pianure.
Le azioni da mettere in pratica nell’immediato sono pertanto due: da un lato, applicare le misure raccomandate dall’Unione Europea nella strategia per tutelare la biodiversità, dedicare cioè almeno almeno il 10% delle foreste a tutela integrale e, nel resto del nostro patrimonio forestale, applicare una selvicoltura cauta ed estensiva che non scopra mai il suolo, e che lasci su ogni mattonella forestale un adeguato numero di alberi adulti e senescenti.

Dall’altro lato dobbiamo gestire diversamente i terreni agricoli, specialmente quelli di pianura. Dovremmo fortemente limitare ogni coltura che non sia dedicata all’alimentazione umana di qualità, come ad esempio le coltivazioni per gli allevamenti zootecnici, e destinare una parte del suolo agricolo alle piantagioni di alberi per scopi produttivi, in modo da alleggerire la pressione sui boschi naturali, e favorire il ritorno dei boschi planiziali specialmente lungo le pertinenze dei fiumi.
Le linee strategiche dell’Unione Europea
Queste sono le linee strategiche che l’Unione Europea ha messo nero su bianco come raccomandazioni agli Stati membri per conseguire il ripristino degli ecosistemi, specialmente quelli forestali. Invece vediamo applicare strategie completamente diverse, anzi, di segno diametralmente opposto. I fiumi, ad esempio, vengono spogliati in nome della sicurezza del territorio, mentre le foreste vengono ancora abbondantemente tagliate a raso e saccheggiate da mezzi meccanici che distruggono il suolo e, con esso, la capacità rigenerativa del territorio. Le linee guida dell’Unione Europea rimangono lettera morta perché l’analfabetismo funzionale sta purtroppo dilagando tra la popolazione, e sta risalendo anche all’interno del settore specialistico, sempre più dipendente dagli umori politici.
Le direttive e le leggi a tutela delle foreste e dei fiumi abbondano, ma chi di dovere non è in grado di capire ciò che legge, e si continua ad applicare quello che si sente dire nei bar.
Foreste ed acqua si preparano pertanto ad essere nostri nemici, piuttosto che nostri amici. Dobbiamo compiere dei gesti di riconciliazione, ad esempio dedicare una parte del nostro patrimonio all’acquisto di quei boschi che rischiano di essere tagliati, specialmente quelli vicino all’acqua. Il consiglio è quello di comprare un bosco, risparmiando soldi in spese inutili. Un investimento in foreste acqua e biodiversità, anche per celebrare il 21 e il 22 marzo, è un investimento che darà buoni frutti.

Cristiano Manni: Dottore forestale, membro CdA del FFI.