
Il lupo è un canide che in Italia vanta un peso di circa 35 Kg, in lieve calo nelle femmine. Nelle nostre case vivono spesso cani ben più grandi come ben più grandi sono spesso i moltissimi cani randagi che si muovono nelle città e nelle strade per le strade di un Paese sempre meno attento al benessere e alla sicurezza degli animali (e di conseguenza dei cittadini).
La fobia del lupo è qualcosa che rompe le barriere della logica e con essa dell’intelligenza.
Gli italiani si sono ben abituati alle notizie che riportano casi di sapiens aggrediti (e a volte uccisi) da cani di proprietà o da randagi ma se si ventila l’ipotesi che ad aggredire è stato un lupo, cambia tutto. Eppure, il morso di un cane o di un lupo non fanno una gran differenza per la vittima. Ed ecco che mentre l’aggressione di un cane viene quasi normalmente accettata, il lupo appare come un mostro sanguinario. Decisamente paradossale. A far si che il lupo sia paragonato ad un demone ci ha pensato la storia che, essendo scritta dall’uomo, ha ovviamente una visione “di parte”, antropocentrata. La natura maligna del lupo viene da tempi lontani ed ha radici che sono in parte reali ed in parte fantastiche. Da quando l’uomo ha iniziato le pratiche di allevamento e sino alla metà del Novecento, il lupo è stato un problema perchè gli strumenti di tutela degli animali erano decisamente limitati; di conseguenza le predazioni erano molte ed il fatto che il sapiens ammassasse tanti animali preda tutti insieme non poteva che attirare un predatore.
Il lupo è stato, come molti altri animali, inserito nei bestiari ed indicato come una delle rappresentazioni del demonio.

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalla componente culturale che riguarda la specie, che secoli fa era alla mercè della Chiesa. Da lì il passo è stato breve e pur non essendo la specie più pericolosa del pianeta (quella è la specie umana) ancora oggi, il solo pronunciarne il nome terrorizza grandi e piccini.
In epoca moderna il lupo è però entrato, seppur virtualmente, nelle nostre case grazie ai mass media (quelli si che sono opera del demonio) che ce lo hanno vomitato addosso, sostenendo quanto si credeva nei secoli bui, presentandolo come un male, un problema, al punto che buona parte del mondo politico ha deciso di strumentalizzarlo per i propri scopi, negando palesemente ed in modo imbarazzante, l’importanza che la specie ha per l’equilibrio del territorio, adducendo che soltanto il sapiens è in grado di gestire la biodiversità. La scienza dimostra chiaramente che tutto ciò è falso e che il vero problema siamo proprio noi, che ci ergiamo a paladini della tutela dell’ambiente ma che l’ambiente lo stiamo devastando.
La presenza del predatore sul territorio è fondamentale per la gestione della fauna, l’arricchimento della flora, gli equilibri naturali tra le parti.

La nostra paura del lupo è quindi atavica e ben supportata dall’arroganza e dall’arrivismo moderno degli speculatori e di quei politici che devono screditare una specie animale piuttosto che impegnarsi per tutelare il mondo che dovrebbero proteggere. Questa è la politica; non tutta, sia chiaro ma la maggior parte di essa.
E non sarebbe poi così eclatante, avere un’opinione contraria riguardo al lupo, se le evidenze scientifiche non fossero tutte in suo favore, dimostrando che la presenza del predatore sul territorio è fondamentale per la gestione della fauna, l’arricchimento della flora, gli equilibri naturali tra le parti. Al contrario, sappiamo bene che la presenza di molti politici è dannosa per tutti, non solo all’ambiente.
La paura del lupo è stata costruita ad arte, nel corso dei secoli ed un tempo la si poteva pure capire. Oggi, viste le tantissime possibilità che ci vengono offerte per informarci ed imparare, considerare ancora il lupo come un animale pericoloso e feroce è davvero vergognoso e spacciarlo per tale è mera speculazione. Oggi dobbiamo guardare alla scienza, arrivando anche a sacrificare parte delle nostre attività pur di tutelare la biodiversità considerando che possiamo sicuramente rinunciare a molte cose ma non all’ambiente naturale che ci sta intorno, senza il quale nessuno potrebbe sopravvivere.

Cristiano Fant: Scrittore, Operatore esperto in Etologia Relazionale, Operatore di Zooantropologia Didattica presso SIUA, esperto di leggi a tutela degli animali
3 risposte
Fant come al solito fa propaganda e dice fesserie, anche un lupo di 30 kg è pericoloso e tanto basta per uccidere i bambini, come documentato in migliaia di casi ufficialmente negli archivi storici italiani relativamente all’antropofagia del lupo fino al XIX secolo.
Seguo e mi occupo di monitoraggio della lspecie dai primi anni 80 sull appennino ligure. Sembra che più passa il tempo e più avanza l ignoranza, a causa della politica sopratutto leghista.
Amo i lupi, anche più dei cani.