
Da sempre i boschi e le loro creature animali e vegetali hanno ispirato leggende, miti e poesie.
Ora la dimensione boschiva è in gran parte scomparsa dalla cultura contemporanea, sia perché sempre meno persone abitano a contatto dei boschi, sia perché è dominante su tutto e tutti una visone economicista che spinge a vedere nei boschi solo una materia prima o una fonte energetica da utilizzare al minor costo possibile.
Nonostante ciò, anche l’uomo di oggi, se riesce a liberarsi della visione prettamente utilitaristica, quando viene a contatto coi boschi prova le stesse emozioni che provavano i nostri avi.
Apriamo con questi versi una rassegna di poesie e di altri scritti ispirati ai boschi e dai boschi, rassegna cui invitiamo a partecipare chiunque voglia condividere scritti inediti.
Mandateli a info@gondoforestale.it
Avrei voluto essere un bosco (di Marina Franchi)
Avrei voluto essere parte di un bosco
Non so se un abete svettante
che apre con eleganza i suoi rami argentati
o un sorbo che illumina
di bacche rosse l’inverno
non un agrifoglio spinoso
no,
troppo cupo.
Forse un larice
che da rosso, giallo e poi spoglio
segna l’eterno ritorno
con verdi, teneri germogli in primavera
o un acero impazzito di gioia in autunno
o una piccola genziana
che punteggia di blu e viola
la terra
un ciliegio selvatico
dai fiori bianchi
o quella radura là in fondo
che si apre al sole
o tutto questo insieme
che mi riempie di pace il cuore.